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Express Cafè: la fretta può aspettare

Davanti all’Express Cafè tutti i pendolari di Rifredi passano almeno una volta, chi per un caffè al volo, chi per comprare le sigarette.
Noi abbiamo deciso di prenderci un po’ di tempo per provare i suoi cappuccini, di cui ci avevano già parlato molto bene.
Inoltre quando abbiamo saputo che usano la miscela Mokarico, che è ormai diventata una delle nostre preferite, non siamo riuscite a resistere.

Il locale è molto grande, con un’ampia sala interna, ma anche diversi tavolini fuori.
Stavolta, tanto per cambiare, abbiamo deciso di non prendere i soliti macchiato e marocchino, ma un tanto decantato cappuccino e uno shakerato, visto che c’erano quaranta gradi all’ombra. Continua a leggere


Lola Cafè: un cappuccino che ti dispiace bere

Dopo una mattinata passata a studiare a Villa il Ventaglio siamo andate alla ricerca di un bar per trovare un po’ di consolazione e ristoro.
E’ così che siamo entrate per la prima volta nel Lola Cafè, in piazza Edison: avevamo già sentito parlare dei suoi cappuccini artistici, e visto che era di strada ne abbiamo approfittato.

Essendo subito prima il ristorante “Godò”, si rischia di passarci accanto senza farci molto caso. L’errore sarebbe imperdonabile.

L’interno è molto piccolo, ma potete gustarvi ai tavolini esterni la vostra ordinazione.
Un locale così ti aspetteresti di trovarlo lungo una spiaggia: in un certo senso ti sa di surf, il legno con cui è arredato ti ricorda più una barca. Una bottiglia gonfiabile gigante di Ceres, i vestiti sportivi da “fashion victim” in mostra su una mensola vicino al soffitto… Tutti elementi che ci è già capitato di trovare nei bar vicino al mare. Continua a leggere


Caffè Dogali: aromi lungo il viale alberato

Viale Malta è probabilmente uno dei posti più belli di Campo di Marte, e per noi è sempre piacevole passarci. Per chi ama camminare è rilassante farlo in una zona così verde, per chi ha la pigrizia nel sangue, consolatevi: almeno siete all’ombra di grandi alberi.

Passeggiando la nostra attenzione è stata catturata dal Caffè Dogali, che ci ha attratto col suo aspetto casereccio e con un’insegna dai caratteri cavallereschi. (Ormai l’avrete capito, siamo sensibili a certe tematiche!)

Non appena sarete entrati, la prima cosa che vedrete sarà il bancone dei salumi, il che potrebbe lasciarvi quantomeno un po’ sorpresi… Questo perché il Dogali, oltre ad essere un bar, è anche una paninoteca, nonchè un piccolo ristorante, che fa servizio di consegna a domicilio (consultando il menù del sito www.thefood.it).

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LibreriaCafè Meykadeh: quando due piaceri si fondono

Vi abbiamo segnalato qualche giorno fa l’inaugurazione della nuova stagione della LibreriaCafè Meykadeh: noi non ce la siamo fatta scappare!
Purtroppo siamo potute restare solo per la colazione, ma è bastato perché ce ne innamorassimo.

Il locale è  un po’ nascosto, all’angolo fra via Ghibellina e via de’ Pepi, proprio dietro al Salamanca.
Trovarlo è una caccia al tesoro, anche perché la vetrina non spicca particolarmente, ma la ricompensa vale tutta la fatica.

Il posto è molto suggestivo: le bottiglie dietro al bancone sono disposte come a disegnare un sole, e dal soffitto scendono pagine scritte arruffate e leggere come fiocchi di neve. Continua a leggere


Caffè Maratona: i sapori del bianco

Una volta era il bar dal tendone blu, uno di quei locali in cui non passi le ore: non ti veniva neanche in mente di provare a prendere uno dei pochi posti disponibili per bere il caffè con calma. Un luogo di passaggio.

Noi ci abbiamo trascorso tre ore. Qualcosa è cambiato.

Davanti al bancone bianco troviamo (poche) sedie bianche attorno a tavolini bianchi. Le splendide lampade bianche illuminano le pareti bianche  e gli scaffali bianchi.
Avete da buttare via qualcosa? Ci sono dei comodissimi cestini. Indovinate? Bianchi.

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Caffè Chiaroscuro: un motivo lo trovi!

Via del Corso è probabilmente una delle strade più vivaci ed affollate del centro fiorentino.
Se non si fa attenzione, nella foga di fuggire da nugoli di turisti, si corre il rischio di perdersi una perla del caffè: il Chiaroscuro.

In effetti, l’entrata è molto discreta, tant’è che finchè qualcuno non ti guida al suo interno, è difficile che tu lo possa notare.

Non fatevi spaventare dalla quantità di persone che potete trovare all’ingresso: lo staff, sempre gentile e sorridente, vi troverà sicuramente in breve tempo un tavolo nell’accogliente e artistica sala interna.
La parola artistica non è scelta a caso: già l’arredamento è molto particolare (come non notare la chitarra di Monna Lisa o i drappeggi pseudo-medioevali su cui sono riportate alcune delle specialità del locale?!); inoltre questo caffè ospita periodicamente delle mostre, esposizioni di fotografie, o quadri, che rendono vivace l’atmosfera.

Il menù sembra quasi un piccolo romanzo, la scelta è vastissima: si parte da espressi con miscele da ogni parte del mondo, per poi passare a una varietà di cappuccini, mocaccini, nocciolini (una quantità di -ini impressionante!) che è impossibile non trovare quello che più si adatta all’umore del momento. Continua a leggere


Bar dei Cavalieri: non solo un nome

Dopo una giornata passata tra negozi e pacchetti, ci eravamo vagamente perse nel tentativo di scovare un nuovo posto che potesse accontentare entrambe: troppo chic, troppo piccolo, troppo pieno, senza tavolini, troppo vecchio, troppi turisti, troppo BAR! (…Capirete che non è facile!)

Infine ci siamo imbattute nel Bar dei Cavalieri: metti che siamo cresciute con l’idea romantica di Re Artù e i racconti della Tavola Rotonda, metti che la nostra cavalleria supera di gran lunga quella della stragrande maggioranza degli uomini… Il nome ci piaceva.

E’ stato assurdo entrare e trovare dietro il bancone un vero cavaliere: Roberto, a prima vista un vecchio burbero dall’aria un po’ arcigna, che nasconde in realtà una grande passione per ciò che fa, e un ancor più grande amore per Firenze.
E’ il fiorentino per definizione: diretto, senza peli sulla lingua, e allo stesso tempo affascinante nei modi, gentile, anzi cortese nel senso letterario del termine.

E’ per questo che, da quel giorno in poi, ogni volta che siamo in centro, una visita al nostro cavaliere è d’obbligo. Continua a leggere